In questa pagina cercheremo dare un’idea generale  nostro progetto educativo per bambini e ragazzi. Un’idea generale soprattutto sul come e sul perché.

Se l’iniziativa ti piace e credi di poter contribuire in qualsiasi modo, visita la pagina PARTECIPA.

Il progetto ha lo scopo di educare bambini e ragazzi al senso civico, inteso come tendenza all’onestà, alle buone relazioni interpersonali, alla legalità e al rispetto per l’ambiente in quanto valori percepiti in cuor proprio prima ancora che per obbedire alla legge o altra forma di obbligo appreso.

Raggiungere questo scopo è fondamentale affinché negli anni avvenire (in cui gli attuali bambini e ragazzi saranno adulti ed avranno un impatto decisionale fondamentale nella propria comunità)

  • scompaiano le varie forme di conflitto (dalle grandi guerre fra popolazioni ai piccoli litigi fra privati per futili motivi)
  • scompaiano la fame nel mondo e tutte le altre forme di povertà
  • migliorino le condizioni ambientali.

“Sarà vero, Sarà giusto”

“Sarà vero, Sarà Giusto”, nome iniziale del progetto, indicava le due principali domande che il bambino o ragazzo crediamo debba farsi ogni volta che apprende una nuova informazione e un nuovo precetto morale. Il nostro programma persegue infatti una partecipazione attiva all’apprendimento, mantenendo uno spirito critico, per evitare che si formi una mentalità calata dall’alto senza se e senza ma, quest’ultima molto comoda per chi insegna, ma a lungo termine deleteria per chi apprende. Coltivare l’abitudine a mantenere vivo uno spirito critico è di vitale importanza per prendere in futuro le decisioni che tengano conto sì delle proposte ricevute, ma soprattutto dei propri valori interni e della propria natura, e per maturare convinzioni basate sull’esperienza e sulla scienza e non sul principio di autorità.
Lo spirito critico e la cultura del poter cambiare idea è ancor più importante e basilare delle nozioni stesse.
È una condizione indispensabile affinché si possa sperare di scardinare una mentalità, che magari già si è formata nel bambino o ragazzo, fondata sul proprio interesse anche a scapito di quello altrui, una mentalità del dare agli altri la responsabilità di un problema pur contribuendo ad esso, una mentalità della vendetta e di tutti gli altri atteggiamenti contrari al senso di comunità.

La vera volontà di agire per il bene globale

Indubbiamente già esistono autorevoli figure professionali che che sono a conoscenza di valide strategie su come migliorare il mondo in questo senso; a quanto pare, però, il punto critico non è cosa dev’esser fatto, ma se viene fatto. Ad oggi, più che di competenze tecniche, che già esistono, occorre la volontà di agire per il bene globale, cardine fondamentale dell’attività educativa che proponiamo.
È un risultato ottenibile solo se, con spirito realista, si accetta che grandi risultati vedranno la luce a lungo termine, e cioè fra decine di anni (la storia insegna che le rivoluzioni veloci sono fallimentari perché violente, o piene di errori, o deviate a causa di un vantaggio economico di chi le promuove, o non accettate da una popolazione impreparata). Fermo restando che già constatare l’apprendimento dei valori comunitari in un bambino o in un ragazzo rappresenta per noi una gratificazione.

Il progetto si occupa – almeno per adesso – solo di bambini e ragazzi. Questo perché si tratta delle persone in cui mediamente possiamo trovare una flessibilità mentale molto maggiore rispetto agli adulti. Questi ultimi purtroppo, salvo rari casi, sono ormai abituati in una certa misura alla disonestà altrui e/o propria come qualcosa di inevitabile, oppure abituati a dare un senso a un progetto solo se può sortire risultati a breve o medio termine; del resto i futuri capi di stato, senatori, poliziotti, guardie carcerarie, dirigenti di grandi aziende, insegnanti, etc. sono gli attuali alunni delle scuole. Lo stesso vale per i futuri adulti che non avranno ruoli decisionali di grande impatto nella popolazione, ma la cui importanza sarà tutt’altro che secondaria, in quanto rappresenteranno la maggior parte della popolazione. Infatti poche migliaia di persone che formano la classe dirigente, anche se estremamente capaci e oneste, poco potrebbero contro milioni di persone con scarso senso civico e in grado quindi di aggirare in qualche modo delle leggi magari buone, ma ovviamente non perfette a gestire il 100% delle situazioni.

Dove e quando agire

I momenti più adatti per educare l’essere umano al senso civico sono l’infanzia e l’adolescenza; il luogo più adatto è quello che tutti frequentano, la scuola.

Con esempi, discussioni e rappresentazioni, vogliamo far capire agli allievi che:
– perseguire onestà, buone relazioni, legalità e rispetto per l’ambiente è necessario affinché in futuro possa esserci nel mondo un maggiore benessere per tutti
– il bene di sé stessi e il bene degli altri sono inscindibili
– nella storia, compresa quella recente, e l’età contemporanea troviamo molti grandi progressi che dimostrano l’importanza della comunità

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