Nel 1993 ci fu la grande alluvione del Mississipi e del Missouri.

Alla catastrofe contribuì un uomo, James Scott, allora 23enne, che di proposito rimosse da un argine del fiume Mississippi vari sacchi di sabbia che erano stati posti lì per contenere l’acqua. Il suo scopo era provocare un allagamento per far tornare più tardi sua moglie dal lavoro, e poter così prolungare la sua festa con i suoi amici. La breccia così creata allagò circa 57 chilometri quadrati di campagna, distrusse edifici, e rese impraticabile un ponte. James Scott fu per questo condannato all’ergastolo.

Si tratta di un esempio molto rappresentativo del voler ottenere un piccolo vantaggio per sé e, per averlo, essere disposti a provocare anche un grande danno per gli altri. Esattamente la mentalità opposta rispetto a quella necessaria affinché si crei una buona comunità: mettere il bene comune davanti a quello individuale.

Se tutto questo ti sembra banale, fino addirittura ad essere inutile da leggere, ti invito a fermarti un attimo e riflettere.

Davvero l’atteggiamento di quell’uomo ti è estraneo al 100% ? Davvero non ti è mai capitato di perseguire un piccolo vantaggio per te, essendo disposto a ottenere uno svantaggio per gli altri, magari grande?

Se la risposta è “no”, pensa alla somma di tante piccole azioni quotidiane che, in fondo all’anno, hanno lo stesso impatto di un’azione grande.

Ad esempio, quando fai la spesa, quali sono le aziende che col tuo portafoglio sostieni, e a cui comunichi in questo modo “Continuate così” ? Hanno tutte un comportamento etico?
Con quante migliaia di euro, durante tutta la tua vita, appoggi comportamenti criminali nei confronti dell’ambiente e dei diritti umani, perpetrati da multinazionali senza scrupoli?

Non sei stato condannato all’ergastolo come James Scott. Ma davvero sei così diverso da lui?

Ci auguriamo di sì.

È vero, questo articolo sa molto di provocazione e potrebbe urtare la tua sensibilità. Ma a volte per riflettere può essere efficace anche un pensiero scomodo.

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