Oggi ho letto un triste commento a un post su Facebook che parlava di politica. Politica di quella bassa, davvero bassa. La conversazione riguardava un re-tweet del presidente USA Donald Trump, raffigurante Gesù con le valige in mano, dove c’è scritto che il precedente presidente Obama l’aveva cacciato, e che Trump l’ha invitato a rientrare in America.

Il triste commento era questo:

Mah, ho sempre sostenuto che l’unico scopo della politica fosse dare qualcosa da discutere al bar (e ora sui social) a quelli a cui non piace il calcio. Invecchiando mi sono reso conto che la “tifosaggine” (ovvero la presa di posizione non argomentabile: qualcuno è in grado di spiegare perché tifa inter invece di milan?) è una componente fondamentale dell’essere umano.
Che si tratti di fascisti/comunisti, vegani/carnivori, cattolici/protestanti, ambientalisti/cacciatori , mac/pc e via dicendo la situazione non cambia. E quando andate su temi “intellettuali” idem: girate sui gruppi degli psicologi e trovate le querelle su freud/jung, andate su quelli degli appassionati d’opera e trovate quelle su callas/caballe. Siamo scimmie tribali, facciamocene una ragione. Inutile prendersela se qualcuno utilizza questo aspetto per raggiungere i suoi obiettivi.

Così ho risposto:

Nessuno mette in dubbio che esiste la componente emozionale grazie alla quale troviamo più piacevole confermare le tesi che abbiamo sostenuto fino a ora. Però si può scegliere di tenerla sotto controllo. Esistono le persone che ammettono di aver sbagliato, che cambiano idea, che chiedono scusa. Ed esistono le persone che volendo potrebbero usare un’argomentazione servita su un piatto d’argento per denigrare il loro avversario, ma non lo fanno, perché si rendono conto che si tratta di un’argomentazione che non c’entra nulla.Obiettivo delle persone di buona volontà dovrebbe essere non rassegnarsi al fatto che l’umanità sia condannata a rimanere nel tribalismo, e che lo spirito critico sia sempre di più considerato come un valore. Credo quest’obiettivo si debba perseguire nell’educazione dei bambini e dei ragazzi (per la maggior parte degli adulti purtroppo non c’è speranza), e quindi andrebbe inserito nei programmi della scuola dell’obbligo. Non si tratterebbe di teorica filosofia, ma di una materia super-concreta, che aiuta le persone a prendere decisioni importanti.