L’uomo politico che parla senza obiettività, allo scopo di mettere in bella luce sé stesso e in cattiva luce l’avversario ricorda il genitore divorziato che parla al figlio in modo da conquistarsi la sua simpatia (anche viziandolo e così diseducandolo) e parla male dell’ex-coniuge distorcendo la realtà, per allontanarlo da lui.

Il figlio poi, crescendo, può pensare e capire. Può così accorgersi delle parole tendenziose che gli sono state dette, e diventare obiettivo. Certo, questo è più difficile se il bambino ha gravi problemi di sostentamento o di salute: in questo caso dovrà fare uno sforzo di lucidità per dedicare attenzione anche alle relazioni.

Analogamente un popolo, che fin ora ha preferito il politico che lo vizia e lo diseduca con belle semplificazioni di questioni complicate, può uscire da questa condizione di ingenuità, imparare a informarsi obiettivamente e ragionare, per non farsi prendere in giro. Sarà più difficile per un popolo che non gode di un sufficiente benessere. Ma le difficoltà quotidiane non devono togliere lucidità alle persone. È difficile, ma bisogna rimanere lucidi e non perdere la capacità di ragionare. Anzi. Addirittura aumentarla.

Un ragazzo triste e deluso può trovarsi di fronte a un bivio: può cedere alle lusinghe dell’eroina, oppure cercare una soluzione vera in uno psicologo, un amico particolarmente saggio, un libro o un corso di crescita personale, etc.

Anche un popolo in difficoltà è di fronte a un bivio: la tentazione di semplificare tutto e farsi affascinare da un politico che la butta in caciara con parole altisonanti, mirando solo alle emozioni, oppure mantenere la calma, fare uno sforzo in più e dedicare ancora più attenzione ai problemi da risolvere, per cercare una soluzione vera, magari non perfetta, non veloce e non spettacolare, ma che abbia un qualche senso e una qualche possibilità di realizzazione.

Al genitore divorziato che si comporta scorrettamente il figlio deve far capire che le sue parole disoneste non gli danno, ma gli tolgono autorevolezza. Perché è cresciuto e maturato.
Allo spacciatore il ragazzo in difficoltà deve far capire che no, non vuole nessuna droga, perché sa bene che non risolve i problemi, ma li crea. Perché si è documentato sugli effetti di quella schifezza.
E al politico becero e poco obiettivo le persone devono far capire che le sue promesse, le sue dichiarazioni e le sue azioni saranno sottoposte al vaglio di una popolazione istruita che non si fa abbindolare. E che il voto da ora in poi verrà dato ai politici che portano rispetto alle persone, prima di tutto senza prenderle in giro sperando nella loro ignoranza. Perché queste persone a scuola hanno studiato educazione civica e educazione alla civiltà.

Ecco perché l’educazione civica e l’educazione alla civiltà nelle scuole devono essere considerati fondamentali per un mondo migliore. Non parliamo di un’ora alla settimana, ma di un bagaglio di ore sufficienti affinché ogni essere umano possa essere un cittadino cosciente dei propri doveri e dei propri diritti.

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